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Campionamento delle acque sotterranee (3/3): Normativa, linee guida e riferimenti regionali

Campionamento delle acque sotterranee: normativa, linee guida e riferimenti regionali

Chi campiona le acque sotterranee deve confrontarsi con riferimenti di natura diversa: norme di legge, documenti tecnici nazionali, protocolli regionali o riferiti a singoli siti, procedure statunitensi e norme tecniche internazionali. Conoscerli aiuta a capire quale procedura è richiesta e perché.

In questo articolo li raccogliamo in modo ordinato, con un quadro Regione per Regione delle procedure reperibili online.

Serie “Campionamento delle acque sotterranee”

  1. Tecniche di spurgo e prelievo
  2. Strumenti per il campionamento: come scegliere la configurazione
  3. Normativa, linee guida e riferimenti regionali (questo articolo)

I documenti citati hanno ambiti e finalità diversi e non sono intercambiabili. La loro citazione non attribuisce alle autorità un’approvazione della strumentazione Egeolab. Occorre verificare la versione applicabile e leggere il documento originale nel contesto del proprio piano di indagine.

Normativa italiana

  • D.Lgs. 152/2006, Parte IV, Titolo V: disciplina le bonifiche dei siti contaminati. L’Allegato 2 definisce i criteri per la caratterizzazione, compreso il piano di indagine sulle acque sotterranee, mentre la Tabella 2 dell’Allegato 5 riporta le CSC per le acque sotterranee.
  • D.Lgs. 30/2009: recepisce la Direttiva 2006/118/CE sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e definisce i criteri di monitoraggio dei corpi idrici sotterranei.
  • DM 6 luglio 2016: recepisce la Direttiva 2014/80/UE, che aggiorna gli allegati della Direttiva 2006/118/CE, con riferimenti anche ai valori di fondo naturale.

ISPRA e SNPA

  • *APAT, Manuale per le indagini ambientali nei siti contaminati, Manuali e Linee Guida 43/2006*: è il riferimento nazionale storico per le indagini su suolo, sottosuolo e acque sotterranee nei siti contaminati, con una sezione dedicata alle tecniche di campionamento delle acque.
  • SNPA, Linee Guida n. 8/2018, Linea guida per la determinazione dei valori di fondo per i suoli e per le acque sotterranee (già Manuale ISPRA 174/2018; Delibera del Consiglio SNPA n. 20/2017): essenziale quando occorre distinguere una contaminazione da un’anomalia naturale (tipico per arsenico, ferro, manganese), con indicazioni sull’acquisizione e la qualità dei dati di partenza.
  • SNPA, Linee Guida n. 13/2018 (già Manuale ISPRA 181/2018; Delibera del Consiglio SNPA n. 25/2018): standardizza il campionamento delle acque interne, le misure in campo e la determinazione dei parametri chimico-fisici di base nel monitoraggio previsto dalla Parte III del D.Lgs. 152/2006, comprese le procedure di controllo qualità delle apparecchiature. Nasce per il monitoraggio dei corpi idrici, non specificamente per i siti contaminati.
  • ISPRA, Manuali e Linee Guida 155/2017, 157/2017 e 161/2017: documenti collegati al DM 6 luglio 2016 dedicati rispettivamente al calcolo dei valori di fondo dei corpi idrici sotterranei, ai criteri per lo stato quantitativo e il monitoraggio (ripubblicato come SNPA Linee Guida 3/2017) e alla valutazione delle tendenze ascendenti e d’inversione degli inquinanti. Il 155/2017 richiama inoltre le buone pratiche IRSA-CNR dedicate al campionamento delle acque sotterranee.

Il quadro regionale

Tutte le Regioni operano nel quadro nazionale del D.Lgs. 152/2006 e dei relativi decreti attuativi, e ISPRA indica come obiettivo l’armonizzazione delle reti e dei programmi di monitoraggio su tutto il territorio nazionale. Le agenzie regionali traducono poi i principi generali in procedure operative, che spesso sono il riferimento concreto con cui il professionista deve confrontarsi.

Non tutte le Regioni hanno però pubblicato una linea guida autonoma sul campionamento delle acque sotterranee. La tabella seguente, frutto di una ricerca sulle fonti pubbliche disponibili online, distingue tra procedure o documenti regionali reperiti, adozione delle linee guida SNPA/ISPRA e semplice evidenza di una rete di monitoraggio. L’assenza di un documento in tabella non significa che l’agenzia non disponga di procedure interne o non abbia prescritto modalità specifiche in singoli procedimenti.

Regione Evidenza reperita Indicazione sintetica
Campania ARPAC: rete con pozzi e sorgenti perenni; protocollo per il monitoraggio della falda del SIN Napoli Orientale Esempio operativo riferito a uno specifico sito contaminato: prevede, tra l’altro, campionamenti analitici semestrali e misure chimico-fisiche trimestrali
Emilia-Romagna ARPAE: rete di monitoraggio delle acque sotterranee; Linea guida relativa ai procedimenti di bonifica dei siti contaminati (D.G.R. 2218/2015) Il monitoraggio è finalizzato al raggiungimento dello stato buono previsto dalla normativa; è attivo un gruppo di lavoro regionale sui valori di fondo. Non è emersa una guida pubblica autonoma di campionamento
Friuli-Venezia Giulia ARPA FVG: criteri per la definizione del monitoraggio Parametri di base: pH, conducibilità, nitrati, ammonio e, quando pertinente, ossigeno; raccomandati almeno tre punti per corpo idrico o gruppo di corpi idrici
Lazio Documento tecnico allegato alla DD G02471/2020, che adotta un protocollo IRSA-CNR Il protocollo si basa su metodi APAT-IRSA/CNR e procedure EPA consolidate; riguarda soprattutto il campionamento dei composti inorganici e il suo ambito non va esteso automaticamente a tutti gli analiti
Liguria ARPAL: prescrizioni operative per il campionamento delle acque sotterranee Sequenza: misura piezometrica, spurgo, campionamento con misure in campo, pulizia delle attrezzature; in presenza di contaminazione si procede dai pozzi meno contaminati ai più contaminati
Lombardia ARPA Lombardia: applicazione delle linee guida ISPRA 155/2017, 157/2017 e 161/2017 Documenti su valori di fondo, stato quantitativo e monitoraggio, tendenze degli inquinanti, collegati alla rete di falda
Marche ARPAM: piano con campionamenti e misure di falda Comprende la rete nitrati con 114 stazioni nelle zone vulnerabili; non è emerso un manuale autonomo sulla tecnica di prelievo
Piemonte Documentazione normativa sui pozzi; non reperita una guida di campionamento Sono disponibili linee guida per la chiusura e il ricondizionamento dei pozzi, ma non istruzioni pubbliche regionali specifiche sul prelievo
Puglia ARPA Puglia: sezione normativa con rinvio alle linee guida SNPA Rinvio alle linee guida su pressioni, valori di fondo e tendenze/inversione degli inquinanti nelle acque sotterranee
Toscana ARPAT: Linee guida per la predisposizione di una rete di monitoraggio delle acque sotterranee in impianti produttivi (2019) e documento integrativo presentato a dicembre 2024 con l’Ordine dei Geologi della Toscana L’edizione 2019 uniforma le procedure di controllo sul territorio toscano e tratta progettazione della rete, spurgo, scelta della procedura di campionamento e misure in campo. Il documento 2024 è dedicato ai sistemi a media e bassa permeabilità, poco adatti alle procedure usate per gli acquiferi produttivi, e all’interpretazione preliminare dei dati
Trentino-Alto Adige Non reperita una procedura unica regionale La competenza è delle Province autonome di Trento e di Bolzano: verificare presso le rispettive agenzie ambientali

Diversi piani di monitoraggio ambientale di grandi opere, pubblicati nei procedimenti di valutazione di impatto ambientale, indicano inoltre le procedure low flow del documento EPA/540/S-95/504 come riferimento per lo spurgo di pozzi e piezometri. La tecnica è descritta nella parte 1 della serie.

Prima di ogni campagna conviene sempre verificare se l’ARPA competente ha emanato protocolli specifici, o se le modalità di campionamento sono state prescritte nel provvedimento di approvazione del piano di caratterizzazione o di monitoraggio.

US EPA e standard internazionali

  • Puls R.W., Barcelona M.J. (1996), Low-Flow (Minimal Drawdown) Ground-Water Sampling Procedures, EPA/540/S-95/504: il documento che ha fondato la tecnica low flow.
  • US EPA Region 1, Low Stress (Low Flow) Purging and Sampling Procedure for the Collection of Groundwater Samples from Monitoring Wells (EQASOP-GW4, rev. 2017): la procedura operativa più citata, con criteri di stabilizzazione dettagliati.
  • US EPA Region 4, Groundwater Sampling Operating Procedure (LSASDPROC-301, rev. 7, 2025): procedura completa che copre spurgo, campionamento, attrezzature e controlli qualità.
  • Yeskis D., Zavala B. (2002), Ground-Water Sampling Guidelines for Superfund and RCRA Project Managers, EPA 542-S-02-001: una sintesi delle buone pratiche pensata per i responsabili di progetto.
  • ISO 5667-11:2009 – Guidance on sampling of groundwaters: la norma di riferimento per pianificare ed eseguire il campionamento delle acque sotterranee.
  • ISO 5667-3:2024: conservazione e gestione dei campioni d’acqua.
  • ASTM D6771-21 (Standard Practice for Low-Flow Purging and Sampling Used for Groundwater Monitoring) e ASTM D7929-20 (Standard Guide for Selection of Passive Techniques for Sampling Groundwater Monitoring Wells).

In sintesi

Il quadro di riferimento si articola su più livelli: la normativa nazionale fissa obiettivi e valori, ISPRA e SNPA forniscono gli strumenti tecnici comuni, le agenzie regionali e i singoli provvedimenti definiscono le modalità operative, mentre i documenti US EPA e le norme ASTM e ISO restano i riferimenti tecnici più citati per le procedure di campo. Per ogni campagna il riferimento vincolante resta il piano approvato per il sito.


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